Molto spesso parlando con le persone, manager o atleti sento a volte manifesta a volte nascosta una sensazione di insoddisfazione legata ai rimpianti.
Il rimpianto è legato a qualcosa che avremmo voluto, potuto o dovuto fare e che per motivi quasi sempre esterni a noi non abbiamo portato avanti.
Il rimpianto è di difficile elaborazione, difficilmente cioè ce ne liberiamo: pensate quindi a una persona che magari per non deludere gli altri, per non ferirli, per evitare di fare errori, per evitare di cambiare qualcosa nella propria vita  o magari perché crede di non avere alternative o di non essere in grado di fare scelte autonome vive una vita che non è quella che avrebbe voluto vivere.
Arriva sempre un momento nella nostra vita in cui si tende a fare bilanci, e quando il bilancio è pieno di rimpianti sicuramente non sarà per nullasoddisfacente… ma spesso in quel momento non abbiamo più il tempo per cambiare.
Leggete questa poesia, che tratta appunto di rimpianti, e fermatevi per un instante a valutare ADESSO la vostra vita, quanti rimpianti avete, quanto vi fanno stare male e cosa potete fare per correggere la situazione.
Buon lavoro da Genius

Istanti
Poesia di Don Herold, attribuita da molti autori a Jorge Luis Borges

Se potessi vivere di nuovo la mia vita,
nella prossima oserei commettere più errori.
Non cercherei di essere così perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più sciocco di quanto già non lo sia stato,
di sicuro prenderei meno cose sul serio.
Sarei meno igienista.
Correrei più rischi,
 farei più viaggi,
 contemplerei più tramonti,
 scalerei più montagne, 
nuoterei in più fiumi.
Andrei in più luoghi dove non sono mai stato, 
mangerei più gelati e meno fave,
 avrei più problemi reali, e meno problemi immaginari.
Io fui uno di quelli che vissero ogni minuto 
della loro vita sensatamente e con profitto;
certo che mi sono preso qualche momento di allegria.
Ma se potessi tornare indietro, cercherei
 di avere soltanto momenti buoni.
Perché, se non lo sapete, solo di questo è fatta la vita,
 di momenti: non perderti l’adesso.
Io ero uno di quelli che mai
 andavano da nessuna parte senza un termometro, 
una borsa d’acqua calda, 
un ombrello e un paracadute;
se potessi tornare a vivere, vivrei più leggero.
Se potessi tornare a vivere 
comincerei ad andar scalzo all’inizio 
della primavera
 e rimarrei scalzo fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri in calesse, 
contemplerei più albe, 
e giocherei di  più con i miei  bambini,
 se mi trovassi di nuovo la vita davanti…
Ma vedete, ho 85 anni e so che sto morendo.